venerdì 16 giugno 2017

L'eterno dibattito sulle regole IBJJF



Sono anni che i limiti del regolamento IBJJF sono sotto gli occhi di tutti ma poco o nulla si è fatto per porvi un rimedio.


La difficoltà di comprendere l'assegnazione di punti e vantaggi è talmente grande che molti arbitri tra loro spesso sono in disaccordo quando si tratta di stabilire  a chi assegnarli in determinate situazioni.

Ti proietto e ti controllo in cento chili vale 2 punti e lo stesso punteggio viene assegnato se ti proietto e ti finisco dentro la guardia? C'è però una bella differenza tattica tra le due posizioni.

Sempre due punti vengono assegnanti se dalla fifty e senza liberare la gamba, riesco a far toccare la schiena terra dell'avversario ma non prendo alcun punto se dal sotto la cento chili ribalto l'avversario.

Dice bene Demian Maia quando in un'intervista sostiene che il jiu-jitsu ha bisogno di semplificare le regole. Le regole devono essere facili da capire. Stai sotto, inverti la posizione e vai sopra ti prendi 2 punti, non importa che tecnica hai usato o da quale posizione. 

Al termine di ogni torneo si devono sentire lamentele rivolte agli arbitri come nel caso di Wardsinsky o di Ary Farias che ha scritto che non ha la pazienza di stare 10 minuti col culo a terra per cercare di vincere strategicamente e di come le regole attuali consentano questo tipo di comportamenti che sono di una noia mortale per il pubblico e un male per l'evoluzione del nostro sport.

Per concludere, la parola d'ordine dovrebbe essere semplicità. Anche chi non ha mai fatto jiu jitsu dovrebbe capire le regole. 

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